
Un film racconta la prima volta al voto delle donne italiane
Presentato a Soverato in Calabria il docufilm che con la regia di Vittore Ferrara ho realizzato sugli “80 anni di ANDE”, l’Associazione Nazionale Donne Elettrici, che quest’anno compie 80 anni di vita e che la Presidente Nazionale di Ande Marisa Fagà ha portato in dono nei mesi scorsi al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il docufilm -già presentato in prima nazionale all’Archivio Storico del Quirinale– ripropone la storia dell’Associazione a partire dal 1946, anno in cui le donne italiane vanno per la prima volta al voto. 50 minuti di immagini di archivio e di repertorio dell’ANDE che raccontano la crescita del movimento feminile in Italia, e soprattutto l’impegno di queste donne di ANDE al servizio del Paese e dei ceti più indifesi del territorio italiano, soprattutto i bambini.
“Da quel momento ANDE, ripete Marisa Fagà- è diventata parte integrante e protagonista della storia politica della Repubblica. Noi abbiamo concorso alla crescita politica del nostro Paese. L’associazione oggi si dedica alla riflessione e alla formazione su temi di grande rilevanza sociale. Dalla giustizia, alla sanità, all’inclusione, alla povertà, all’infanzia, alle donne con l’obiettivo forte di valorizzare la persona umana in un contesto di civile convivenza sia a livello nazionale che europeo”.
È il 1946, è l’anno del referendum istituzionale, il 2 giugno di quell’anno gli italiani scelgono la Repubblica al posto della Monarchia dei Casa Savoia. Ma il 1946 è anche l’anno dell’Assemblea Costituente che scriverà la Costituzione italiana ed è soprattutto l’anno del suffragio universale femminile.
Le donne italiane votano per la prima volta in una consultazione nazionale ed è in questo clima di cambiamento radicale del paese che nel 1946 nasce a Roma l’Associazione Nazionale Donne Elettrici. Una novità assoluta nel panorama europeo di quegli anni. L’associazione viene fondata da una donna, icona di quegli anni. Il suo nome era Carla Orlando Garabelli, figlia di Vittorio Emanuele Orlando.

L’ANDE – racconta nel corso dello speciale la Presidente Marisa Fagà-si caratterizzò subito per un autentico spirito di indipendenza ed un altissimo senso civico. Sin dalle sue origini, ANDE si caratterizzò soprattutto per una forte vocazione europeista e per un impegno costante nella promozione della partecipazione elettorale, diritto democratico conquistato con grande determinazione, e si adoperò attivamente per contrastare l’astensionismo attraverso iniziative volte a sensibilizzare l’elettorato e a promuovere un voto libero, consapevole, soprattutto responsabile.

L’ANDE oggi -aggiunge Marisa Fagà– è un’associazione politica, ma apartitica, che vanta 80 anni di impegno civile, storia, battaglie a favore dell’elettorato, con una presenza capillare su tutto il territorio nazionale. Le sezioni locali, da Trieste a Marsala, portano avanti ancora oggi il tradizionale impegno per la partecipazione al voto, soprattutto il ritorno alle preferenze nel momento del voto, favorendo il dialogo con le istituzioni e le forze politiche.

Tantissimi i contributi che fanno da corollario alla storia raccontata nel documentario, soprattutto istituzionali come quelli dell’ex Presidente della Camera Pierferdinando Casini, del Sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, del della Vice Presidente Nazionale di Ande Pina Amarelli, della Segretaria Nazionale Patrizia Ferro, e dello stesso Vicepresidente esecutivo della Commissione europea e Commissario europeo per la politica regionale e di coesione, Raffaele Fitto. Lo speciale ospita anche le testimonianze dirette di Fausta Luscia, Vice Presidente Nazionale Ande, Nadia Longo, Tesoriera Nazionale di ANDE, Maria Luisa Capasa, Consigliera d’Onore, Beatrice Domenichelli, Ande Giovani, Giulia Spada, Presidente Ande Brescia, Eleonora Della Corte, Ande Giovani, Pina Grasso, Consigliera d’Onore, Marina Lilli, Consigliera d’Onore, Didì Campagna Sorrentino, Consigliera d’Onore, Marisa Martini Facchini, Consigliera d’Onore, e Benedetta Castelli, Consigliera d’Onore Ande.
Ottant’anni di energia al femminile, il documentario di Pino Nano per l’ANDE
Prossimo appuntamento a Roma e questa volta, dopo l’Archvio Storico del Quirinale, in un’altra sede istituzionale della Capitale.

Siamo solo una grande Famiglia
Nello Speciale TV dedicato alla storia dell’ANDE abbiamo riproposto le testimonianze di alcune di queste “signore della politica” che oggi sono parte integrante di ANDE e a cui abbiamo posto la stessa e unica domanda: “Cosa ha rappresentato ANDE per lei?”. Queste sono state le loro risposte, e da cui viene fuori un quadro quasi idilliaco del Movimento che a distanza di 80 anni dalla sua nascita continua a vivere questa straordinaria dimensione “familiare”, perché ognuna di loro si sente parte integrante della stessa famiglia e questo non solo è davvero molto bello, o molto confortante, ma è soprattutto molto costruttivo. Le ringrazio ancora tanto per la pazienza che hanno riservato a questo nostro lavoro. (Pino Nano)

(Pina Amarelli,Vicepresidente Vicaria Nazionale Ande)
“ANDE per me è stata una meravigliosa esperienza di responsabilità civile. E ‘stata una magnifica scoperta negli anni Ottanta, quando alcune amiche napoletane mi hanno coinvolto in questa bellissima avventura. Abbiamo fatto tante manifestazioni, abbiamo partecipato alla vita cittadina e mi sono riavvicinata all’ANDE su impulso di Marisa Fagà, grandissima nostra Presidente, che tre anni fa ha voluto che si ricreassero delle sezioni, in particolar modo mi ha affidato alla crescita di Napoli, dove abbiamo iniziato con grande passione un percorso importante e dove abbiamo realizzato una serie di incontri, di manifestazioni, sempre dibattendo sugli argomenti più all’ordine del giorno. Abbiamo continuato a spiegare alle donne l’essenza della partecipazione alla vita politica, come elettorato attivo, come elettorato passivo, ma partecipando in prima persona a qualsiasi manifestazione politica che avesse pe noi interesse ed appeal, e quando parlo della politica intenso la politica con la P maiuscola. L’ANDE è un’associazione a cui sono davvero molto legata”.

(FAUSTA LUSCIA, Vice Presidente Nazionale Ande)
“Devo dire che sono arrivata all’ANDE per caso, ma per amore e solo per amore. E non per l’amore per le battaglie delle donne, per i loro problemi, ma per amore di un uomo. È un leccese che io mi sono poi sposata e mi sono portato a Brescia. Ma a Brescia ci stava un’altra leccese, che era la presidente di ANDE Brescia, e che continuava a insistere con mio marito di farmi entrare in ANDE. “Tua moglie deve entrare da noi, tua moglie deve fare qualcosa per l’ANDE”. E io rispondevo: “Ma chi sono tutte quelle donne che perdono del tempo in questo modo? Mi sono sempre battuta per avere l’equilibrio di genere. Siamo diversi, restiamo diversi”.
Nonostante le mie resistenze iniziali incominciai però piano piano a entrare in ANDE. Non frequentavo tantissimo, però cominciavo a capire di cosa si trattasse. Poi, a un certo punto, mentre stavamo organizzando il premio Coraggio, che è un premio che questa presidente di allora aveva istituito su Brescia, mio marito diagnostica a questa presidente un tumore al polmone. Devo dire che ogni volta che ne parlo mi prende l’emozione mi prende. È stato un momento difficile, lei ha dovuto cominciare a fare delle cure, ha programmato la sua fine, e mi ha fatto condurre il Premio Coraggio di quell’anno. Noi volevamo non farlo, perché sapevamo che lei stava male, molto male, ma lei mi ha detto “Assolutamente no. Voi dovete farlo, io ci sarò, e starò accanto a voi”. Mi ha chiesto di condurre in Porto questo premio Coraggio, ovviamente davanti alle massime istituzioni del nostro territorio. Poi qualche giorno dopo mi chiamò e consapevole di essere ormai alla fine mi disse “Tu mi devi portare avanti l’ANDE, non mi devi far morire l’ANDE”. Da quel momento in poi ho incominciato a chiedermi che cosa fosse questa associazione, a cosa realmente servisse, come si faceva a mandarla avanti, eccetera, eccetera. E da lì ho capito che questa associazione, inizialmente molto salottiera, nata quando le donne leader nelle loro case radunavano delle altre donne per sensibilizzarle al voto, capii che forse ne valeva la pena, ed essendo io una docente universitaria, avendo rapporti con i giovani, ho ritenuto che non si poteva andare più avanti nei salotti, ma bisognava buttare l’associazione sul territorio e soprattutto dedicarsi ai giovani, oltre che alle donne. E in questo modo abbiamo inventato dei progetti, tipo la Costituzione va in scena, invito alla cittadinanza attiva, eccetera, coinvolgendo le scuole. E questo è stato poi il mio lavoro. Mi sono così appassionata che oggi sono qui”.

(Patrizia Ferro, Segretaria Nazionale ANDE)
“ANDE per me è ragionare, ragionare di temi politici, di temi sociali, di temi culturali, è stare nel mondo, stare in Italia e in Europa, e vedere come si sta muovendo la geopolitica, e discutere della democrazia e di tutto ciò che sta succedendo intorno a noi. Ma ANDE è anche sorellanza. Mi sono avvicinata all’ANDE perché c’è un gruppo di donne fortissimo, dalle quali trovo anche grandissima ispirazione perché sono nate con la Repubblica Italiana e continuano ancora oggi con grande spirito ad essere appassionate di politica e di temi sociali. E questo mi rende onore, mi rende onore come donna che vuole portare avanti i valori della nostra democrazia nei quali credo moltissimo Mi sono avvicinata a ANDE non solo per spirito politico, ma anche per trovare intorno a me delle donne intelligenti che ragionano, che hanno bisogno di essere rappresentate di più in un clima politico e in un contesto sociale in cui ancora le donne che ci rappresentano sono molto poche”.

(Nadia Longo, Tesoriera ANDE)
“Beh, la mia partecipazione ad ANDE risale a quasi vent’anni fa. Fui incuriosita e affascinata dal pensiero illuminante della nostra fondatrice, Carlotta Orlando. Una donna che per vent’anni aveva viaggiato, vissuto in America e poi nel 1940 ritorna in Italia. In quel periodo storico particolare lei va a controtendenza. Riesce, illuminata come era, riesce a comprendere che le donne devono avere più consapevolezza del voto e anche più partecipazione attiva. E in effetti, mi rendo conto che questi valori sono il valore fondante di ANDE, che ancora oggi mi piace perseguire e sono convinta che c’è altro ancora molto da fare sempre in nome di Carlotta Orlando”.

Maria Luisa Capasa, Consigliera d’Onore ANDE)
“Partivo già da una visione di associazionismo, convinta della utilità dello stare insieme, di andare insieme alle altre donne per reclamare diritti sacrosanti, quando di diritti le donne ne avevano pochi. Anche se io ero una privilegiata, devo dire, perché ho avuto una famiglia con delle vedute larghe, una volta entrata in ANDE, ho capito che era la mia associazione, quella in cui avrei potuto essere insieme a tante altre donne, tutte illuminate, da cui ho cercato di apprendere, di capire, di trasmettere, di vivere insieme la vita di tutti i giorni, ma una associazione che era proiettata verso un futuro. Oggi invece siamo proiettate verso l’Europa e chissà, immaginiamoci, verso il mondo. Non è poco, mi creda”.

(Beatrice Domenichelli, Ande Giovani)
“Il tema è anche le donne, ma non solo le donne. ANDE per me è un modo di avvicinare generazioni distinte, di avvicinare donne provenienti da parti opposte dell’Italia, di avvicinare donne anagraficamente diverse. Diventa utile credo coinvolgere la mia generazione, in quanto giovane donna, alla politica, che è un aspetto che tende spesso ad essere distante da noi, poiché la politica viene percepita come inutile, priva di fini nella nostra quotidianità, e nella nostra vita pratica. Questo invece è un modo per farci capire meglio quanto in realtà il nostro interesse nella politica sia fondamentale. Ed è un modo per farcelo capire liberamente, poiché non si tratta di uno specifico orientamento politico o di una specifica professione, ma c’è questa trasversalità che comunque è in grado di unirci tutte”.

(Giulia Spada, Presidente Ande Brescia)
“ANDE è la storia della mia famiglia. Io sin da piccola ho cominciato a respirare insieme alla mia mamma ANDE, perché lei è stata presidente di ANDE Brescia sin dai fini anni 70. Ricordo i convegni che faceva in casa perché allora ANDE era molto salottiera, per cui ci si riuniva in casa, la mamma metteva tutte le sedie nel salotto, chiamava anche le istituzioni, ma inizialmente era una cosa molto salottiera, molto d’élite. Poi lei fu una donna sicuramente lungimirante, credeva in questa associazione, credeva nell’importanza dell’equilibrio di genere nelle donne, nella necessità di portarle verso il voto, e quindi avvicinarle. E fu nella sua lungimiranza che inventò questo premio Coraggio che ancora oggi porta il suo nome di Premio Coraggio Gianna Spada, che era mia mamma, e che tuttora esiste, tuttora va avanti a Brescia, ed era un premio che ha continuato a premiare persone che per loro, il Coraggio, non solo un momento della loro vita, ma doveva essere invece un gesto quotidiano. Dopo, mamma è mancata, e quindi diciamo che lei stessa ha segnato quella che sarebbe stata la mia strada, ha voluto che al suo posto ci fosse Fausta Luscia, che è stata per noi una grandissima presidente. Che ha portato alla fine Ande fuori dai salotti, l’ha portata vicino alle istituzioni, nelle sale pubbliche, nelle università, e ha proseguito quella che era stata la mission di mamma. Alla fine lei, dopo 15 anni, ha deciso di ritirarsi perché non voleva più fare la presidente, e sono io oggi la presidente di Brescia. Come dire? ANDE è tornata nella sua casa di origine, ecco perché è una storia di famiglia la mia”.

(Eleonora Della Corte, Ande Giovani)
“Ciò che più mi è piaciuto di Ande è la sensazione di famiglia, è ciò che si crea all’interno di questa associazione, che è una vera e propria rassicurazione, e questo lo dico soprattutto alle donne del sud. Ande si è da sempre battuta per le donne meridionali, tantissime lotte, tantissime battaglie sono state effettivamente affrontate proprio grazie a questa associazione che sin da sempre si è spesa per tutte noi, anzi è meglio dire per tuti noi”.

(Pina Grasso, Consigliera d’Onore Ande)
“ANDE quando ho avuto l’occasione di conoscerla, ha suscitato un enorme interesse perché ha rappresentato la continuazione di quella che era la mia passione, e cioè la difesa dei diritti civili, i diritti sociali, quello di cui mi ero occupata in altre associazioni come l’AGGI, che era l’associazione delle giuriste italiane. Poi mi sono occupata di politica in genere, quindi l’ANDE per me ha rappresentato veramente un qualcosa che mi ha reso la vita viva, e ancora oggi, anche se ho delle difficoltà, tuttavia sono presente e questo l’ho detto anche perché ho avuto l’occasione di ricevere una medaglia per i 60 anni della mia professione di avvocato e l’ho detto anche. In quell’occasione ho raccontato che l’ANDE rappresenta per me qualcosa di importantissimo perché mi dà l’occasione di incontrare tutte le persone, la Presidente, le socie, e ogni volta che ci incontriamo è come ricevere un nuovo un input di vita, una carica di vitalità e questo è importantissimo perché c’è una sorta di simbiosi che ci accomuna.Perché cerchiamo di inseguire ancora tutte quelle cose per cui abbiamo combattuto per più di 50 anni, e quindi questa è una cosa bellissima”.

( Marina Lilli,Consigliera d’Onore Ande)
“L’ANDE per me è una scuola di vita, di rispetto e di passione. Essendo un’associazione apartitica, questo ci ha aiutato a passare il guado di tanti momenti difficili, dove o stavi da una parte o stavi dall’altra. E invece questa cosa di non dare mai una linea, cioè di non essere posizionate, ci ha permesso di dialogare, con chi? Assolutamente con tutti. E quindi abbiamo cercato di portare avanti dei valori e soprattutto gli interessi di famiglia, delle donne”.

(Didì Campagna Sorrentino, Consigliera d’Onore Ande)
“Ognuno di noi ha una personalità che ANDE ha contribuito a rivelare. Io non posso dimenticare e non posso non ringraziare le presidenti che io ho incontrato e che mi hanno aiutato a crescere. Prima di tutto Arabella Salviati. Arabella era la presidente di ANDE Siciliana. Il nome parla da sé, aveva una storia personale e sociale molto importante e aveva fondato ANDE. Poi Flavia della Gherardesca. Flavia era una donna stupenda che personalmente mi ha dato molto, che mi ha fatto crescere con il suo modo di governare un’associazione come l’ANDE sul modello americano, tanto complessa da avere al suo interno orientamenti politici completamente diversi, ma sempre rispettosi nella qualità degli altri. Poi Antonella Adanese, che è stata per molti anni accanto ad Arabella e a Flavia e che ha dato all’ANDE uno spirito concreto che forse precedentemente non aveva. E poi arriviamo ai tempi nostri, io ho fatto la vicepresidente per molti anni, e arriviamo a Marisa Fagà che oggi è presidente, alla quale va il mio grande ringraziamento per essersi dedicata con spirito costruttivo e facendo molte cose positive per l’associazione. Quindi che cosa mi ha dato ANDE? Mi ha dato la capacità e la possibilità di crescere. Ma ANDE è la mia passione, mi ha dato il coraggio delle mie posizioni, e questo è il regalo più bello che mi ha fatto”.

(Marisa Martini Facchini, Consigliera d’Onore Ande)
“Che cosa è l’ANDE per me, ma soprattutto da tale età che cosa è stata? I primi 20 anni, sono stati la fine degli anni 90, abbiamo fatto delle cose molto motivate, c’era tra di noi molta amicizia, ma non c’erano i mezzi tecnici di oggi. Adesso che io mi sono ritrovata con dei whatsapp tremendi, che non finiscono più e che non so mai dove comincia uno e finisce l’altro, ci si trova molto meglio. Perché si hanno le notizie di tutta Italia in tempo reale, perché si procede insieme e quindi questo è un altro vantaggio dell’Ande che oggi è una realtà molto più professionale”.

(Benedetta Castelli, Consigliera d’Onore Ande)
“Partecipo attivamente all’attività dell’associazione da più di 40 anni, mi sono iscritta ad Ande Palermo negli anni 80 presentata da Didi Sorrentino che è una delle mie più care amiche con la quale ho collaborato anche quando mi sono trasferita a Roma. Ho vissuto un esaltante stagione di risultati, la digitalizzazione dell’archivio nazionale e la vittoria in uno dei ricorsi al TAR del Lazio per il riequilibrio della rappresentanza di genere nelle giunte dei comuni. Ho rappresentato Ande nella consulta femminile regionale del Lazio col ruolo importante coordinatrice del gruppo “Riforma delle normative regionali e democrazia paritaria”, vicepresidente e presidente. Nella commissione nazionale di parità sono stata componente Ande. Questo lungo mio volontariato politico nell’associazione e nelle istituzioni per il riconoscimento alle donne italiane dei loro diritti civili e di quelli sociali mi ha molto gratificato. Ma sono molte le battaglie che restano ancora da affrontare per realizzare la parità soprattutto di fatto tra i sessi, sia nel privato che nel pubblico. Chiudo questo excursus della mia esperienza andina con questa considerazione. Ande, associazione politica apartitica mi ha insegnato a partecipare al dibattito politico senza pregiudizi privilegiando il dialogo e il confronto. E tutto questo è bellissimo”.

(Raffaele Fitto, Commissario Europeo per la politica Regionale ha appena ricevuto ANDE nel palazzo dell’Unione Europea a Bruxelles)”
“L’ANDE è un’associazione a cui sono davvero molto legato, mi è fatto molto piacere ospitarvi a Bruxelles per un confronto diretto sulle politiche europee. Un dialogo che considero prezioso, perché il legame tra le istituzioni europee e le realtà associative radicate nei territori è una delle condizioni essenziali per fare politiche che abbiano senso nella vita reale delle persone. Il mondo cambia ad una velocità che spesso ci mette alla prova, le trasformazioni geopolitiche, tecnologiche ed economiche sembrano enormi, quasi inafferrabili nella loro complessità, eppure hanno un impatto concreto e quotidiano sulla vita dei cittadini. E’ proprio per questo che il nostro compito come istituzioni, come associazioni, come comunità è uno solo: non perdere mai di vista la persona, metterla al centro delle politiche e creare le condizioni per il suo pieno sviluppo. …Noi vogliamo riportare i cittadini nelle condizioni di poter scegliere, restare o partire, perché lasciare la propria terra non sia l’unica strada per costruire un futuro dignitoso. Questo è il principio della coesione territoriale nella sua forma più concreta ed umana. Ecco dove sta la persona per la Commissione europea, nel nuovo ordine mondiale, qualunque forma esso assume, al centro delle politiche, delle strategie di sviluppo, delle scelte che riguardano il futuro delle nostre comunità”.

Grazie ad ANDE, grazie alla Presidente Marisa Fagà, grazie a queste Signore della Politica Italiana per questo privilegio riservatomi.
Pino Nano

