PINO NANO – curriculum vitae -I MIEI LIBRI


CALABRITUDINE ,336 pagine
–1^Edizione “Editoriale Progetto 2000”, 1986;
–2^ Edizione “Mapograf” 1987.
(Ci sono tanti modi per raccontare la Calabria di questi anni. CALABRITUDINE è il tentativo di fornire al lettore una chiave di lettura diversa da quella a cui siamo forse abituati. Non più la Calabria violenta dei pianori aspromontani, ma la Calabria dei managers, degli industriali che si sono affermati altrove, degli artisti che pochi conoscono; la Calabria dei banchieri, con le loro storie personali pubbliche e private, nuovi Re-Mida di questa regione. Il tutto suddiviso per capitoli: la cronaca, con i più significativi avvenimenti di questi anni; l’economia, con i suoi protagonisti; il paese reale, dunque la gente comune, quelli che non contano o contano molto poco; la politica, storia di vizi e di virtù; i miti, che non sempre è facile raccontare; infine i sogni, e quindi le illusioni che fanno da cornice ad una regione ancora troppo lontana dall’Europa, sinonimo ancora di emarginazione, di disgregazione, di similitudine con le contraddizioni storicamente più note della negritudine africana. Ma CALABRITUDINE racconta anche le utopie, che a differenza di quanto è avvenuto altrove, nel Sud del Paese non producono nulla perchè spesso si scontrano con la diffidenza e la ritrosia di pesanti incrostazioni culturali.)

2) IL ROMANZO DELLA POLITICA, 269 pagine, “Jonica Editrice”,1987.
(Il ROMANZO DELLA POLITICA è la storia della Calabria di questi ultimi quindici anni, raccontata attraverso le testimonianze dirette di politici, giornalisti, magistrati, intellettuali, sindacalisti, rappresentanti del mondo della Chiesa. Ne viene fuori un’analisi spietata dei mali di questa regione, impietosa, irriverente, a volte anche romantica. L’occasione di cui si serve l’autore per parlare di questa parte lontana del Paese è l’ultima crociera elettorale, un susseguirsi di avvenimenti, di vicende, di aneddoti, di misteri che vedono protagonisti i tanti candidati alla Camera o al Senato, e che IL ROMANZO DELLA POLITICA ci presenta nella loro veste più insolita: non tanto i politici incalliti dal mestiere, quanto invece i singoli personaggi, nel chiuso delle loro case, delle loro macchine di rappresentanza, dei loro centri di potere, a contatto diretto con la loro grande solitudine e le loro illusioni. E poi, ancora, che cosa pensano i giovani calabresi della politica? Come immaginano il loro futuro ?IL ROMANZO DELLA POLITICA riporta i risultati esplosivi di un sondaggio d’opinione che ha come protagonisti oltre 2000 ragazzi dai 15 ai 18 anni di età.)

IL MIO PAESE, 197 pagine,”Santelli Editrice”,1^ Edizione 1988.
(Cosa significa essere giornalista in Calabria? Quante difficoltà comporta questo mestiere? Con chi si ha a che fare? Che tipo di realtà si è costretti ad affrontare? Che tipo di storie si è chiamati a raccontare? Quante sono le facce di questa medaglia? Quante Calabrie diverse si possono descrivere? È vero che non tutto è mafia? È vero che esiste anche una parte positiva di questa regione? Qual è la Calabria vera? Ma soprattutto, chi sono i giovani che da grandi faranno parlare di sé. IL MIO PAESE è tutto questo insieme. È un libro che tenta di dare una risposta convincente a tutti questi interrogativi, e lo fa attraverso le tante vicende personali che il cronista vive giornalmente a cavallo della sua vecchia macchina da scrivere. Un libro di racconti dedicato ai ragazzi, perchè attraverso queste favole moderne, così come l’autore le chiama, imparino a conoscere e ad amare la loro terra. Questo libro è anche la storia personale di un cronista che, pur condizionato dalla violenza dei fatti quotidiani, e dalla crisi del sistema economico, racconta le illusioni e le utopie dei giovani meridionali, alle prese con una realtà scomoda, piena di mille contraddizioni, ma pur sempre affascinante e piacevole.)

LORENZO, 166 pagine, a cura di Pino Nano,”Editoriale Bios”,1988.
(Questo libro è più che altro una raccolta di tutto ciò che giornalisti di tutto il mondo hanno scritto su Albino Lorenzo, un pittore originario di Tropea ma che da anni gira il mondo per raccontare con la bellezza dei suoi quadri il mistero e il fascino del Sud. LORENZO, spiega l’autore, è il modo più bello per parlare di un artista famoso che nonostante le troppe offerte allettanti ricevute da ogni parte del mondo ha preferito restare nella solitudine della sua casa di Tropea,sul mare,per proseguire la sua ricerca artistica. A differenza di quanto si possa immaginare questo libro non è una recensione critica dell’opera dell’artista, quanto un profilo del tutto personale di un uomo che non avrebbe mai immaginato di essere definito dai grandi critici della Sorbona “il nuovo padre del neorealismo pittorico italiano”:un modo come tanti anche-spiega l’autore- per dedicarmi ad argomenti assai lontani dalle nevrotiche abitudini di un cronista di trincea.)

PRIMA PAGINA, 16O pagine, “Santelli Editrice”,1989.
(Questo volume contiene una raccolta ragionata delle prime pagine di “PRONTO? QUI CALABRIA”, uno dei giornali periodici più antichi e più diffusi di Calabria: attraverso questa riproposizione cronologica delle prime pagine del giornale Pino Nano dimostra come un giornale di provincia diventi strumento di crescita civile per il territorio in cui viene realizzato e diffuso. Nei fatti la storia di questo periodico è la storia della nuova provincia di Vibo Valentia, storia di lunghe battaglie politiche e di lunghe attese, che il giornale locale ha colto con saggezza e riproposto con completezza di cronaca.Il volume è stato ufficialmente presentato alla stampa dal Presidente del Senato Giovanni Spadolini in un incontro con la stampa all’Ambasciata di Varsavia, per iniziativa dell’USPI, l’Unione Stampa Periodica Nazionale).

CARA SANT’ONOFRIO, 350 pagine, “Bios Art Press”,1989.
(E’ possibile raccontare la vita reale di un paesino di appena cinquemila anime usando per questo solo del materiale fotografico? L’autore risponde affermativamente a questo interrogativo dimostrando che tutto questo è possibile attraverso un lavoro di collegamento e di commento del materiale iconografico raccolto. Ne viene fuori lo spaccato di un paese che si racconta attraverso le immagini, foto su foto, in bianco e nero, in un gioco continuo di chiaroscuri, di tanto in tanto ricompare l’autore, con le sue note di diario, poi riscompare, per ridare spazio e vita ai negativi sbiaditi del passato. CARA SANT’ONOFRIO è la dimostrazione reale di come a volte la saggistica visiva, il racconto per immagini dunque, sia più efficace e più completa della tradizionale analisi antropologica.).

7)CALABRIAMERICA , 415 pagine, “La Provincia di Catanzaro”,1^Edizione 1991.
(CALABRIAMERICA è “il sogno di una Calabria vera al di là dell’Oceano”, una Calabria fatta di storie personali, di passioni, di emozioni, di miti a volte anche indistruttibili. È il sogno di una generazione che è partita e che non ritornerà mai più da queste parti. È il grande sogno americano, e come tutti i grandi sogni irreale e bellissimo. Il grande Jach Kerouak scriveva che l’America vive “on the road”, vive per strada, vive all’aperto, vive di corsa, vive tra la gente: così è per i calabresi d’America. Se ritornassero in Calabria non si riabituerebbero molto facilmente al nostro ritmo di vita, e sarebbero anche qui infelici. Strano destino il loro. In America, scrive l’autore, “ho ritrovato me stesso; ho ritrovato i ricordi della mia dolce infanzia; ho ritrovato amici mai dimenticati; ho ritrovato amori per niente sbiaditi dal tempo; ho ritrovato emozioni dimenticate sulla via della vita; ho ritrovato sentimenti che mi pareva di non poter più rivivere; ho ritrovato colori e profumi di mare; ho insomma ritrovato i miei vent’anni. A New York ho sognato a occhi aperti, a Toronto ho pianto di commozione…”CALABRIAMERICA è tutto questo insieme, un diario personalissimo che vuole dimostrare quanto e come siano cambiati i calabresi d’America. Essi sono un’altra razza, sono l’immagine di una Calabria che il mondo della politica non conosce, ma che varrebbe la pena di analizzare con attenzione perché anche i calabresi d’America sono nostri fratelli diretti. Da questo libro viene fuori uno spaccato inedito della calabresità oltre oceano: i nostri emigrati hanno fame di Calabria, “quando ognuno di noi avrà capito sul serio il significato reale di questo concetto forse allora riuscirà ad essere più utile a sé stesso e riuscirà a fare più felice chi vive lontano. Chi è partito sogna chi è rimasto. Chi è rimasto sogna chi è partito. Qui, dunque, serve ritrovarsi, una volta per tutte. CALABRIAMERICA vuole essere un tentativo di questa riconciliazione con sé stessi…).

8) NON SOLO MAFIA, 254 pagine,
1^ Edizione “Santelli Editrice”,1992; 2^ Edizione “Edigraf-Bios”,1992; 3^ Edizione “Santelli Editrice”,1993.
(NON SOLO MAFIA è una raccolta di racconti per ragazzi da cui viene fuori l’immagine pulita della Calabria di questi ultimi anni: è un libro scritto in “punta di penna”, con i toni della discrezione perchè sia più credibile per i giovani a cui è diretto. Il libro ha avuto un grande successo nelle scuole medie calabresi dove è stato distribuito, soprattutto per la semplicità del suo linguaggio e per i temi di grande attualità trattati dall’autore. NON SOLO MAFIA è stato anche distribuito tra le comunità calabresi del Nord America riscuotendo lo stesso interesse suscitato tra i ragazzi che lo hanno avuto come libro di testo.)

9) OLTRE IL MURO DEL SILENZIO, 170 pagine, “Calabria Letteraria Publishing”, edizione bilingue italiano-inglese 1993.
(Per la prima volta una troupe della RAI entra nella Grande Certosa di Serra San Bruno violando il muro del silenzio che per secoli ha fatto da contorno alla vita dei frati di clausura, e per la prima volta nella storia della Certosa il padre priore della comunità accetta di rispondere alle domande del cronista: OLTRE IL MURO DEL SILENZIO è proprio questo lungo racconto raccolto dall’autore durante la registrazione del suo programma televisivo. Il libro è stato stampato in due lingue, italiano ed inglese, ed è stato distribuito in America come testo-guida per la mostra fotografica che lo stesso Pino Nano ha realizzato su questo grande eremo di preghiera realizzato da San Bruno sull’Appennino calabro. Da questo volume vien fuori l’immagine forse più vera e più completa del certosino “che nel chiuso di queste mura è solo con Dio”. Il testo ha come corredo alcune delle foto più significative delle tante che l’autore ha usato per la sua mostra itinerante e che ha aiutato migliaia di italiani d’America, sia a Chicago ma anche a Toronto e a New York, ad avvicinarsi meglio a questo mondo ancora così chiuso e così ricco di misteri.)

10) STORIE DI SUCCESSI, 232 pagine, SANTELLI EDITRICE, ottobre 1997.
(Con questo libro prosegue il viaggio che Pino Nano da anni compie in ogni parte del mondo dove c’è una realtà calabrese da raccontare: da New York a San Francisco, da Pittsburgh a Brasilia, da Toronto a Buenos Aires, uno spaccato di calabritudine internazionale che l’autore dipinge con le sue solite note calde e accattivanti, quasi fosse egli stesso emigrante tra emigranti. Il volume ricostruisce attraverso le storie particolari dei suoi personaggi l’evoluzione del mondo dell’emigrazione calabrese nella Little Italy degli Stati Uniti d’America).

11) 40 ANNI DI RAI IN CALABRIA, 776 pagine, 2 Volumi
Vol.I, Vol.II, Edizioni Memoria, Editoriale Bios, Cosenza, dicembre 2000.
(40 anni di rai in Calabria racconta e ricostruisce i “primi 43 anni di vita della Tv di stato in Calabria”. Due volumi, 776 pagine, decine di schede e di profili legati a questo primo mezzo secolo di informazione pubblica. pino nano definisce questo suo nuovo libro “una sorta di diario di viaggio, personalissimo e pubblico insieme”, in cui racconta sé stesso e i colleghi che insieme a lui hanno festeggiato quest’anno vent’anni di impegno professionale in rai. Il libro propone anche decine di episodi diversi, che danno il senso reale delle difficoltà iniziali con cui l’azienda di stato dovette confrontarsi nei primi anni 50. Poi ancora: la Rivolta di Reggio, l’assalto al centro RAI di Gambarie d’Aspromonte, le guerre di campanile tra Catanzaro Reggio e Cosenza per l’aggiudicazione della sede, le polemiche legate all’epopea del quinto centro siderurgico, i primi vagiti del movimento operaio, le prime conquiste sindacali, le prime battaglie per l’industrializzazione, il primo radiogiornale, i primi programmi regionali, il primo tg della terza rete, il tutto narrato come se il libro fosse la sceneggiatura di un film, infarcita dei personaggi e dei protagonisti dell’epoca. nella seconda parte Pino Nano racconta invece gli aneddoti e le storie private dei giornalisti che hanno segnato il loro nome alla vita della rai calabrese, partendo dal primo direttore di sede, Enrico Mascilli Migliorini, oggi direttore della prestigiosissima scuola di giornalismo di Urbino. Poi tutti gli altri, fino all’ultimo caporedattore Gregorio Corigliano. Di ognuno di essi Pino Nano fornisce un ritratto assolutamente inedito, alla sua maniera, dal taglio personalissimo, e squisitamente privato, “proprio per dare il senso della mia vita reale -spiega l’autore- all’interno della vecchia redazione di via Montesanto”.

12) LA TV DELLE REGIONI, GERMANIA E ITALIA A CONFRONTO. 200 pagine, Edizioni Kappa, Roma, luglio 2003,
(Scritto a quattro mani con Maria Jada Giacomomi e Giampiero Gamaleri)
(La TV delle Regioni offre un’analisi comparata dei sistemi televisivi tedesco ed italiano, da cui emerge l’attenzione che in Germania viene riservata alle diverse culture locali. Ciò corrisponde all’impianto federale dello Stato: assetto verso il quale si sta orientando anche il nostro Paese. Un’analogia che, nell’introduzione di Giampiero Gamaleri, viene sintetizzato nello slogan Da Francoforte a Cosenza: Proprio a un’iniziativa calabrese si rifà l’ampia appendice di Pino Nano, che racconta quasi un secolo di immagini del Mezzogiorno destinate ad essere raccolte in un grande archivio curato dalla Rai, dalle Università, dalla Regione e dai Comuni).

13) “UN VERME DI TERRA” ,126 pagine, SIAE ROMA giugno 2014
Sceneggiatura cinematografica e teatrale della Storia di Natuzza Evolo, la mistica calabrese che parlava ai morti e che a Pasqua viveva il grande mistero delle stigmate. Soggetto di Pino Nano, Sceneggiatura di Anna Maria Aiken e Pino Nano.

14) STORIA DI UN GRAND COMMIS, GIUSEPPE BORGIA “UNA VITA AL SERVIZIO DELO STATO”.
363 pagine, E.S.S.Editorial Service Sistem Srl, Roma- Novembre 2015
(“Storia di un Grand Commis” è indirettamente il racconto della Pubblica Amministrazione in Italia. Sotto forma d’intervista, Pino Nano ricostruisce e racconta la storia pubblica e privata di Giuseppe Borgia, calabrese, originario di San Procopio, un’infanzia interamente trascorsa a Palmi, e per anni influentissimo Presidente di Sezione della Corte dei Conti. In realtà, Giuseppe Borgia è stato soprattutto uno dei Grand Commis di Stato della Prima Repubblica: Provveditore Generale dello Stato, Direttore Generale della Previdenza Sociale sotto diversi Ministri, Responsabile dell’Istituto Poligrafico e della Zecca di Stato, Consulente Giuridico di decine di Governi diversi, Consigliere d’Amministrazione di Alitalia, Commissario della Croce Rossa Italiana, autorevolissimo Consigliere dell’Autority per la Vigilanza sui Lavori Pubblici, e tutto questo fino alla nascita dell’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione diretta oggi dal giudice Raffaele Cantone. Giulio Andreotti, Flaminio Piccoli, Lamberto Dini, Carlo Azeglio Ciampi, Antonio Marzano, Gennaro Cassiani, Gino Giugni, Giuliano Amato, Tiziano Treu, Giorgio Napolitano, Oscar Luigi Scalfaro, Giovanni Leone, Gianni Letta, Giulio Tremonti, Clemente Mastella, Carlo Donat Cattin, Antonio Catricalà, Federico Tedeschini, Sergio Santoro, Walter Pedullà, Armando Veneto, Carmelino Pujia, Agostino Saccà, sono stati solo alcuni dei tantissimi “compagni di viaggio” che Giuseppe Borgia ricorda di avere incontrato lungo la strada della sua intensa vita istituzionale, e che oggi racconta riservando ad ognuno di essi il rispetto profondo che si deve ai grandi protagonisti della Storia del Paese. Ma la storia personale di Giuseppe Borgia -scrive nella sua prefazione il sociologo Rocco Turi- è anche, però, il racconto della grande trasformazione della Pubblica Amministrazione in Italia, ed è soprattutto la testimonianza severa e lucidissima di un testimone privilegiato del nostro tempo, che all’età di 80 anni, appena compiuti, ricorda gli insegnamenti avuti dal suo primo maestro, don Luigi Sturzo, agli inizi del suo lungo percorso professionale; ma anche i consigli, e la grande lezione di vita istituzionale, che in tutti questi anni gli è venuta da almeno 5 diversi Capi di Stato. Una vita, la sua, interamente spesa al servizio della Repubblica, a diretto contatto con le grandi emergenze sociali del Paese e i problemi più attuali e più scottanti del momento, ma con il pensiero eternamente rivolto alla Calabria, sua terra di origine, e che lui racconta qui con una malinconia e una solitudine davvero struggenti, ripercorrendo gli anni dell’infanzia, quando suo padre lo portava a spasso per i sentieri più inaccessibili dell’Aspromonte, e quando la marina di Palmi era lo scrigno segreto dei suoi sogni. La chiave di tanto successo? Il Presidente Giuseppe Borgia risponde con una battuta: “La vita mi ha insegnato che la dote più importante di un uomo chiamato a guidare la vita di un paese è la modestia, e poi forse la capacità di sapere ascoltare gli altri. Per tutta la vita, ho cercato di seguire questa regola”.

15) MADE IN CALABRIA, Storie di Talenti ed Eccellenze”, 369 pagine, (Media&Books 2025)
“Made Calabria – Storie di talenti ed eccellenze”, È quasi una provocazione questa di Pino Nano -giornalista scrittore autore televisivo e per quasi dieci anni Caporedattore della RAI calabrese- che oggi torna in libreria con un libro interamente dedicato alle eccellenze calabresi e ai talenti che in questi mesi il vecchio giornalista RAI ha incontrato e raccontato per gli Speciali di “Calabria Live”, il quotidiano che da nove anni a questa parte dirige il giornalista Santo Strati. Nella presentazione che fa al suo libro Pino Nano racconta il suo lavoro in questo modo: “Ho pensato di andare alla ricerca di storie personali, che potessero in qualche modo raccontare questa terra in maniera diversa dagli schemi tradizionali della cronaca giornalistica. Non insomma le solite inchieste di malaffare e di violenza, ma la Calabria delle Eccellenze, le storie di figli illustri di questa terra che altrove sono diventati famosi, uomini e donne di successo, che oggi governano il futuro, che hanno una visione internazionale della vita e del mondo, che parlano più lingue diverse, e che ogni giorno si confrontano con i grandi temi del momento, dalla medicina alla ricerca scientifica, dall’impegno istituzionale al volontariato, dalla musica all’arte, dalla politica alla filosofia, dalla vita reale delle loro nuove metropoli ai grandi interrogativi che pesano sull’uso dell’Intelligenza Artificiale, insomma tutto quello che i nuovi filosofi chiamano ormai il “Nuovo Umanesimo” Ma questo è solo il primo volume e tante altre storie verranno ancora dopo di queste”. I personaggi raccontati in ordine di impaginazione in questo Primo Volume di “Made in Calabria” sono: Santo Versace, Dante Maffia, Giuseppe Fiamingo, Angelina De Salvo, Francesco Saverio Vetere, Wanda Ferro, Domenico Bellantone, Giovanni Cugliari, Carmensita Furlano, Giuseppe Bova, Salvatore Pronestì, don Salvatore Nunnari, Simone d’Alessandro, Domenico Praticò, Mimmo Morogallo, Rocco Epifanio, Rita Sciarra, Pierfranco Bruni, Monica Spadafora, Giovanna Russo, Rocco Lico, Nino Spirlì, Vincenzo Viola, Franco Napoli, Santo Gioffrè, Natale Pace, Gloria Tenuta, e Paola La Salvia.

16) DONNE DEL SUD, 25 Ritratti di eccellenze al femminile”, 304 pagine, (Associazione I Sud del Mondo- Media&Books 2026)
“25 ritratti diversi di donne calabresi, donne che mi hanno raccontato la loro vita come se io le conoscessi da sempre, che si sono fidate ciecamente di quello che io avrei scritto di loro, che mi hanno affidato i segreti più particolari della loro infanzia a volte anche negata, che mi hanno serenamente confidato i loro sogni e le loro difficoltà inziali, donne medico, scienziate, imprenditrici, giornaliste ma anche donne della Repubblica. Alla fine io mi sono innamorato della loro vita, e mi sono sentito a volte così vicino a loro da raccontarle con grande rispetto e ammirazione. È come se io avessi condiviso davvero con tutte loro un tratto importante della strada percorsa da ognuno di loro, e questa è una sensazione molto bella che mi porterò dentro per sempre, e di cui non finirò mai di dire ad ognuno di loro grazie per questo nostro incontro assolutamente spassionato e sereno.In ognuna di queste storie troverete un unico filo conduttore, che non era voluto, ma che è reale, ed è questo rapporto viscerale e ancestrale che lega ancora, ogni protagonista di questo mio viaggio, alla propria terra di origine, ai propri ricordi, alle emozioni della propria infanzia, ai loro primi amori in paese, ai loro primi incontri importanti, e poi al loro primo viaggio in treno verso l’infinito. Chi in Italia, chi in Europa, chi in America, chi in Arabia Saudita, o chi in Giappone, ognuna di queste donne mi parla della sua terra natale, dei suoi amici più cari, dei suoi vecchi che non ci sono più, soprattutto dei nonni, e di questo sogno visionario di voler lasciare un segno, un sogno che alla fine le ha però allontanate e le ha portate via per sempre dalla Calabria. Donne del Sud è soprattutto questo. È il racconto personale e intimo di alcune delle tante eccellenze calabresi che oggi vivono negli angoli più sperduti del pianeta e che hanno ancora molte cose da spiegare da raccontare e da insegnare agli altri. Un racconto che non finisce qui naturalmente, e che per quanto mi riguarda andrà avanti fino a quando avrò in corpo questa voglia quasi “malata” di raccontare la mia gente e le emozioni più belle del popolo di Calabria. La voglia, ma soprattutto anche il tempo, che si va sempre più riducendo, e la forza per farlo…”.(Dalla prefazione di Pino Nano)
