Domenico Bellantone, Cuore Italiano di Londra

di Pino Nano

“Non credo che spetti a me giudicare il mio successo, né sono sicuro che sia corretto parlare di “successo” quando si tratta di un percorso al servizio dello Stato. Sono un funzionario pubblico, e come tale il mio dovere è servire il Paese con dedizione, facendo il meglio che posso in ogni compito che mi viene affidato. Non c’è un “successo” definito in questo, ma c’è sicuramente un impegno costante che va oltre ogni risultato immediato. Un impegno che continua, ogni giorno, con la consapevolezza di lavorare per un obiettivo più grande di noi stessi”.

Questo è quello che pensa della sua vita e del suo ruolo istituzionale Domenico Bellantone, lui oggi Console Generale d’Italia a Londra e punto di riferimento assoluto della storia della diplomazia italiana nel mondo, un uomo di un appeal senza pari e che ha conquistato il cuore della grande Little Italy londinese sin dal suo arrivo nel Regno Unito. Il prossimo 30 agosto scade il suo mandato diplomatico e come tradizione italiana vuole farà rientro in Italia, ma solo per una pausa alla Farnesina, poi forse di nuovo in volo in giro per il mondo. Affascinante come tutte le storie della diplomazia internazionale.

Per salutare gli Amici inglesi con cui ha vissuto questi ultimi quattro anni di vita consolare a Londra, Domenico Bellantone ha scelto il suo profilo LinkedIn e a cui oggi affida un messaggio che è molto più di un saluto o di un commiato: “Care e Cari connazionali, il mio mandato quadriennale di Console Generale d’Italia a Londra volge ormai al termine. Tra pochi giorni lascerò questa straordinaria Capitale e una comunità italiana che, per dimensioni, vitalità e capacità di integrazione, rappresenta una delle realtà più significative della nostra presenza all’estero”.

È il trionfo della comunicazione istituzionale. Molti di noi cronisti di politica dovremmo far tesoro di questo modo di comunicare perché mai come oggi la diplomazia è diventata l’arte della chiarezza e della trasparenza, e questo messaggio di commiato del Console Generale ‘Italia nel Regno Unito è un vero e proprio manifesto di chiarezza istituzionale.

Sono stati anni di intenso impegno al servizio del Paese e dei connazionali –scrive Domenico Bellantone– in un contesto segnato da importanti trasformazioni e da nuove esigenze per una comunità numerosa, dinamica e profondamente radicata nel tessuto britannico. Fin dall’inizio del mandato, l’obiettivo è stato quello di rafforzare il Consolato Generale quale istituzione sempre più vicina ai cittadini, attraverso un percorso di consolidamento organizzativo, di miglioramento dei servizi e di maggiore attenzione alle esigenze della comunità”.

Quale è il bilancio definitivo che oggi lo stesso diplomatico fa del suo lavoro?

Il percorso compiuto e realizzato- sottolinea il diplomatico italiano- è stato reso possibile grazie al lavoro quotidiano del personale del Consolato, alla collaborazione con le istituzioni italiane e britanniche, al contributo delle associazioni, degli enti e delle numerose realtà che operano ogni giorno a sostegno degli italiani nel Regno Unito.

E qui il punto forte della sua missione:Lascio un Ufficio che può oggi contare su basi organizzative e operative più solide – scrive- e su un patrimonio reputazionale rafforzato, costruito attraverso un impegno collettivo e grazie alla fiducia progressivamente consolidata con la comunità. Sono questi i presupposti che consentiranno al Consolato Generale di proseguire in futuro nel proprio percorso di sviluppo, continuando a garantire ai connazionali servizi sempre più efficaci e una presenza istituzionale attenta, competente e qualificata”.

Questo significa per lui “Rivolgere un ringraziamento sincero a tutti coloro che hanno accompagnato questo percorso: alle colleghe e ai colleghi del Consolato, alle autorità italiane e britanniche, ai rappresentanti della comunità, alle associazioni, agli enti e a ciascun connazionale con cui ho avuto il privilegio di entrare in contatto. È stato un onore rappresentare l’Italia a Londra e servire una comunità così ricca di energie, competenze e storie personali, capace di mantenere un legame profondo con il nostro Paese e, al tempo stesso, di contribuire con straordinario valore alla società britannica”.

Altro che orgoglio dell’appartenenza, o spirito di servizio esclusivo per il proprio Paese. “A tutte e a tutti voi- ripete il diplomatico italiano- rivolgo il mio più sentito augurio per il futuro, con l’auspicio che possiate continuare a guardare con fiducia alle sfide e alle opportunità che vi attendono, mantenendo sempre vivo quel legame con l’Italia che rappresenta una parte essenziale della nostra identità comune.  Vi saluto con un sincero sentimento di affetto, certo che il ricordo di questa straordinaria comunità mi accompagnerà sempre. Auguro a voi, alle vostre famiglie e a tutta la collettività italiana nel Regno Unito ogni successo e ogni bene”.

La sua storia diplomatica parte da molto lontano.

Domenico Bellantone nasce a Reggio Calabria 54 anni fa, il 20 settembre 1972, e la sua è la storia di un diplomatico di razza, uno dei migliori rappresentanti della Farnesina e del nostro Ministero degli Esteri oggi in giro per il mondo. Alla Farnesina, chi lo conosce bene e da tempo, me lo descrive come un “principe della diplomazia internazionale”, uno di quei consiglieri diplomatici a cui il Governo Italiano può affidare a occhi chiusi qualsiasi problema o qualsiasi controversia istituzionale, un vero leader della “rappresentazione fisica della politica nazionale oltralpe”.

Ai tanti studenti e ricercatori che in tutti questi anni hanno visitato il suo ufficio, o hanno partecipato alle tante manifestazioni patrocinate e fortemente volute da lui nella sua veste ufficiale di Console Generale d’Italia a Londra, non fa che ripetere quello che è diventato il suo vero mantra esistenziale: “Essere un diplomatico al servizio dell’Italia -dice- significa non solo promuovere e proteggere gli interessi italiani, ma anche incarnare i valori fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione. Vuol dire pace, giustizia, multilateralismo, libertà ed eguaglianza tra i popoli. È un’opportunità ineguagliabile per restituire qualcosa a un Paese che ci ha dato tanto, un privilegio che richiede dedizione, competenza e un profondo senso di responsabilità. Questo percorso consente di servire l’Italia, valorizzandone il patrimonio culturale, economico e sociale, e costruendo ponti tra culture e nazioni. In un mondo sempre più interconnesso e complesso, rappresentare l’Italia significa non solo mettere in luce la sua unicità, ma anche contribuire al progresso globale e alla cooperazione internazionale, portando avanti quei valori che la contraddistinguono”.

Alle spalle, come tutti i numeri uno, Domenico Bellantone ha un curriculum di altissimo profilo istituzionale. Laureatosi con il massimo dei voti e lode in Relazioni Internazionali presso l’Università “LUISS Guido Carli” di Roma nel 1996, accede alla carriera diplomatica nel 2000. Prima dell’ingresso in diplomazia presta servizio come Ufficiale di Complemento della Guardia di Finanza (1997-1998) e consegue un diploma di specializzazione in Studi Diplomatici ed uno in Commercio Estero presso l’ICE di Roma.

Il racconto che mi fa dei suoi esordi in diplomazia la dice lunga sulla dimensione culturale dello studioso e sullo spessore del rigore morale che ha sempre caratterizzato la sua vita pubblica.

Ricordo un giorno preciso della mia vita in cui iniziò a prendere forma la scelta che mi avrebbe poi condotto verso la facoltà di Scienze Politiche. Era il 9 novembre 1989, una data destinata a rimanere impressa nella storia e nella mia memoria personale. Quel giorno, le autorità della Germania dell’Est annunciarono l’apertura dei confini, permettendo ai cittadini di viaggiare liberamente verso la Germania dell’Ovest. Le immagini dei berlinesi che si si riversavano sulle strade per abbattere il Muro di Berlino mi colpirono profondamente. Il crollo di quel muro, che aveva rappresentato per decenni un confine ideologico e fisico tra due mondi contrapposti. Non era solo un evento storico. Era un momento che parlava di speranza, cambiamento e riconciliazione.  Quegli eventi accesero in me grande curiosità e un desiderio di capire meglio il contesto in cui quel cambiamento stava avvenendo. Volevo conoscere le cause, le dinamiche e le implicazioni di quel momento epocale. Così iniziai ad approfondire la storia e la politica internazionale con letture sempre più specifiche. Termini come perestroika, guerra fredda, corsa agli armamenti non erano più semplici parole, ma diventavano concetti chiave per interpretare il mondo. Nomi come Kennedy, Krusciov, Reagan e Gorbaciov assunsero una dimensione più concreta e reale, legandosi agli eventi che avevano trasformato la politica globale e la vita di milioni di persone. Capivo che il mondo non era solo un insieme di Paesi, ma un complesso intreccio di relazioni, decisioni, ideali e compromessi. Questo amore per lo studio della politica globale e per le dinamiche che regolano le relazioni tra gli Stati non mi ha più abbandonato e mi ha portato a intraprendere un percorso universitario in Scienze Politiche con indirizzo internazionale, convinto che comprendere il passato e il presente delle relazioni internazionali sia la chiave per costruire un futuro migliore”.

Dal 2000 al 2004 il giovane consigliere diplomatico presta servizio presso l’Ufficio Affari Giuridici ed Istituzionali della Direzione Generale per l’Integrazione Europea del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, contesto in cui si occupa di contenzioso comunitario e del processo di riforma dei Trattati UE. Poi, dal 2004 al 2008 è assegnato all’Ambasciata d’Italia in Libia con funzioni di Responsabile dell’Ufficio Culturale, per poi assumere quelle di Capo dell’Ufficio Economico-Commerciale. Dal 2008 al 2011 ricopre invece l’incarico di Responsabile dell’Ufficio Politica Estera presso l’Ambasciata d’Italia in Egitto.

Avvolgente e quasi iconico il modo come lui stesso racconta il suo ruolo di “figlio dell’Italia” in giro per il mondo.

Essere un diplomatico al servizio dell’Italiaripete con grande fierezzasignifica non solo promuovere e proteggere gli interessi italiani, ma anche incarnare i valori fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione. Vuol dire pace, giustizia, multilateralismo, libertà ed eguaglianza tra i popoli. È un’opportunità ineguagliabile per restituire qualcosa a un Paese che ci ha dato tanto, un privilegio che richiede dedizione, competenza e un profondo senso di responsabilità. Questo percorso consente di servire l’Italia, valorizzandone il patrimonio culturale, economico e sociale, e costruendo ponti tra culture e nazioni. In un mondo sempre più interconnesso e complesso, rappresentare l’Italia significa non solo mettere in luce la sua unicità, ma anche contribuire al progresso globale e alla cooperazione internazionale, portando avanti quei valori che la contraddistinguono”.

Dal 2011 al 2013 torna a prestare servizio presso l’Ambasciata d’Italia in Libia con funzioni di Consigliere e Vice Capo Missione. Gli anni trascorsi in Egitto e Libia tra il 2010 e il 2013 lo vedono testimone diretto dei sommovimenti innescati dalle “primavere arabe” ed in particolare della caduta dei regimi di Gheddafi e Mubarak. Rientrato a Roma nel 2013 presta servizio al Gabinetto del Ministro degli Esteri con funzioni di “speech writer”. Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica in quello stesso anno, nel 2016 assume l’incarico di Capo delle Segreteria del Segretario di Stato agli Affari Esteri, Vincenzo Amendola.

Quella diplomatica, mi creda – sottolinea ancora- non è una professione che qualcuno può convincerti a svolgere. È qualcosa che devi sentire. Essere un diplomatico al servizio dell’Italia non è semplicemente una professione, ma una missione, un impegno che scaturisce dalla consapevolezza di rappresentare un Paese straordinario e unico al mondo”.

Nel 2018 il giovane diplomatico calabrese viene quindi assegnato all’Ambasciata d’Italia negli Stati Uniti a Washington con funzioni di Primo Consigliere dove ricopre l’incarico di Capo dell’Ufficio Affari Consolari e Sociali. In quel contesto è responsabile del coordinamento della più ampia rete consolare italiana all’estero composta da 8 Consolati Generali, un Consolato di Prima Classe, una Cancelleria consolare, 31 Consolati Onorari e 35 Corrispondenti Consolari.

E infine, dal 23 agosto 2022 assume le funzioni di Console Generale d’Italia a Londra, coaudiuvato dai Consoli Rossella Gentile e Alessandro Mignini e da uno staff di 60 persone a tempo indeterminato a cui si aggiungono contrattisti temporanei ed interinali.

 Il bilancio? Ad oggi è assolutamente esaltante.

Guidare il Consolato Generale d’Italia nella capitale britannica – riconosce- rappresenta non solo una grande responsabilità, ma anche un’opportunità straordinaria per contribuire direttamente al benessere della numerosa comunità italiana residente nella circoscrizione consolare. La città di Londra, con il suo dinamismo e la sua multiculturalità, offre una possibilità unica per rappresentare l’Italia e per lavorare a stretto contatto con una delle comunità italiane più grandi e attive nel mondo. Allo stesso modo, il progetto più importante è quello con l’intera squadra consolare siamo impegnati ogni giorno: trasformare il Consolato Generale in un modello di efficienza, accessibilità e innovazione nei servizi offerti”.

Diciamo la verità, ma il suo arrivo a Londra produce a Casa Italia mille cambiamenti diversi, e l’anno successivo al suo arrivo a Londra ecco che arriva per lui il riconoscimento forse più prestigioso della sua storia personale e pubblica.

Il 2023 è infatti l’anno in cui -da poco più di un anno console generale d’Italia a Londra, uno dei più grandi della rete diplomatico-consolare italiana, con 380.000 connazionali iscritti Aire e una media di 140.000 servizi erogati all’anno- Domenico Bellantone viene insignito del prestigiosissimo attestato di “Console dell’Anno 2023”. Accade durante la Conferenza annuale sui servizi consolari, organizzata a Londra da Embassy Network con il Foreign Office britannico, e a suggellare la solennità del momento è la presenza di Jennifer Anderson, direttore per gli Affari consolari del Foreign Office che parla di una motivazione di altissimo profilo istituzionale.

“A Domenico Bellantone – precisa la motivazione ufficiale del Premio- per aver trasformato il Consolato Generale d’Italia a Londra in un modello di sostenibilità, accessibilità, inclusività e buone pratiche”. Badate bene, questo attestato viene conferito da un comitato indipendente che valuta le candidature dei consoli sulla base di risultati ottenuti, innovazioni introdotte, qualità e volume dei servizi erogati alla comunità di appartenenza, e in quella occasione con lui concorrono anche i Consolati per Africa, America, Caraibi, Medio Oriente e Oceania, insomma una bella gara internazionale.

E se provi a chiedergli come racconterebbe lui la sua mission diplomatica al servizio dell’Italia ecco che riscopre come d’incanto i toni affascinanti della retorica istituzionale. Ma è assolutamente anche questo che lo rende unico nl panorama della diplomazia italiana per il mondo.

Vede, vivere o lavorare in un paese straniero, con tutto ciò che comporta, è un’esperienza che ti forma e ti trasforma. Quando siamo lontani dalle nostre radici, dalla nostra “zona di confort” siamo portati a guardare al mondo e a noi stessi con occhi nuovi. Impariamo a mettere in discussione non solo gli altri, ma anche noi stessi e il nostro modo di interpretare il mondo. Questo confronto con la diversità ci spinge a diventare più aperti, più flessibili e, soprattutto, più consapevoli. La crescita arriva anche dal doversi adattare a nuove regole, a una lingua diversa, a costumi e tradizioni. Impariamo a vedere le difficoltà come sfide, non come ostacoli. Diventiamo più attenti alle sfumature, più predisposti al dialogo. Ma forse l’aspetto più importante è come questa esperienza ci insegni a rivedere il concetto di identità. Lontani dal nostro luogo di origine, scopriamo che la nostra identità non è qualcosa di statico, legato esclusivamente al nostro passato o alla nostra cultura. Al contrario, è un processo in continua evoluzione, arricchito dalle esperienze, dalle relazioni e dai luoghi che attraversiamo. Questa scoperta ci permette di sentirci cittadini del mondo, capaci di trovare un senso di appartenenza ovunque e a vedere nel cambiamento non una minaccia ma un’opportunità. E quando torniamo a casa – o creiamo una nuova casa altrove – portiamo con noi una ricchezza interiore unica che ripaga pienamente il prezzo della lontananza. Diventiamo persone più mature, consapevoli e aperte, capaci di vedere il mondo non come un mosaico di divisioni, ma come una rete di connessioni che ci uniscono tutti”.

Domenico Bellantone è dunque oggi il vero cuore palpitante dell’Italia nella capitale del Regno Unito, e dove alla fine di agosto inizierà di fatto l’avventura del suo nuovo successore, e a cui il diplomatico di origini calabresi lascia una realtà tra le più interessanti del panorama italiano nel resto del mondo.

“Quello di Londra è il Consolato Generale più grande della nostra rete diplomatico-consolare ed il primo per numero di servizi erogati alla collettività italiana. La circoscrizione consolare copre una vasta area geografica che include il Sud dell’Inghilterra, il Galles, le Isole Normanne e Gibilterra, servendo una comunità composta da ben 393 mila italiani iscritti all’anagrafe consolare. Per comprendere meglio la portata, basti pensare che questo numero equivale alla popolazione di una città come Bologna o Firenze. La comunità italiana nella nostra circoscrizione è estremamente eterogenea e rappresenta un mosaico di realtà diverse: dall’antica emigrazione, alla nuova mobilità, dai cittadini per discendenza, a cittadini di recente acquisizione, passando per lavoratori, professionisti e studenti. A questo ampio ventaglio di utenti forniamo servizi come il rilascio di passaporti e carte d’identità elettroniche, atti di stato civile, notarili e il riconoscimento di titoli di studio. Accanto a questi servizi amministrativi, il Consolato offre anche assistenza in situazioni complesse e delicate: casi di minori contesi, assistenza a detenuti, trasferimenti sanitari, connazionali scomparsi o deceduti. Ogni giorno affrontiamo una casistica diversificata, cercando di offrire supporto concreto e tempestivo. L’obiettivo è anche quello di rafforzare lo spirito di comunità i nostri connazionali”.

L’ultima volta che ebbi modo di sentirlo per la Cover che Calabria Live aveva scelto di dedicargli ad un anno quasi dal suo arrivo a Londra io gli posi una domanda ben precisa, che era questa: “Che consiglio darebbe ad un giovane studente che oggi volesse intraprendere la sua carriera?” e lui di rimando mi inondò di emozioni le più varie.

Ad un giovane che volesse intraprendere la carriera diplomatica chiederei di porsi quella domanda che suggerirono a me di farmi quanto stavo maturando l’idea di intraprendere questa professione: “Immagina di tornare a casa questa sera, spegnere la luce nella tua stanza e andare a dormire. Ora immagina di svegliarti domani in un posto completamente diverso: una città che non conosci, dove non parli la lingua, non hai amici, sei lontano dalla tua famiglia, dalle tue abitudini, dalla tua zona di comfort. Pensa poi di entrare in un ufficio dove ti troverai davanti a dossier nuovi, dovrai crearti una rete di conoscenze e contatti da zero e, nel frattempo, iniziare una nuova vita in poche settimane. Se senti di poter spegnere quella luce e affrontare tutto questo, allora sei pronto per questa professione.”

Ma in quella sua risposta c’era molto altro.

“Ad un giovane che oggi vuole intraprendere la carriera diplomatica dico, innanzitutto, di porsi quella stessa domanda. Prima di tutto, bisogna essere consapevoli della natura di una professione che richiede flessibilità, capacità di adattamento e grande apertura mentale. Do per scontato l’impegno nello studio e la determinazione necessaria per affrontare e superare uno dei concorsi pubblici più difficili della nostra Pubblica Amministrazione. Ma il vero punto di partenza è umano: è la capacità di immaginarsi “pronti a spegnere quella luce”, a lasciare ciò che è familiare per costruire qualcosa di nuovo ogni volta. Solo sentendo dentro questa forza si può intraprendere con passione e soddisfazione questa strada unica e affascinante al servizio del Paese”.

Non serve neanche chiedergli cosa lui lascia oggi in eredità al suo successore, perché sul suo profilo LinkedIn ha appena postato una slide che la dice lunga sull’impegno profuso dai suoi uffici consolari finno ad oggi, e che riporto qui in maniera integrale.

“Consolato Generale Trasparente: i dati di luglio 2026. Luglio si conferma il mese dei record per l’attività del Consolato Generale d’Italia a Londra. Nel corso del mese sono stati emessi 4.036 passaporti e rilasciate 1.433 carte d’identità elettroniche, i valori mensili più alti dell’anno. Luglio registra inoltre il record annuale per numero complessivo di pratiche finalizzate, con 12.668 servizi erogati. I risultati dei primi sette mesi del 2026 confermano una crescita ormai strutturale e il costante incremento dell’attività: 24.966 passaporti rilasciati, con un aumento del 3,9% rispetto ai 24.031 dei primi sette mesi del 2025. 9.370 carte d’identità elettroniche emesse, pari a un incremento del 45,2% rispetto alle 6.453 rilasciate nello stesso periodo del 2025. 85.691 pratiche complessivamente finalizzate, in crescita del 3,61% rispetto ai primi sette mesi dello scorso anno. Numeri che testimoniano l’impegno quotidiano del Consolato Generale nel rispondere a una domanda di servizi sempre più elevata, continuando a migliorare la capacità di erogazione a favore della collettività italiana”.

Quello che invece passerà alla storia della Farnesina a Londra sono i risultati più recenti della sua gestione.

Il suo consolato ha infatti introdotto procedure più rapide per il rilascio di passaporti a categorie vulnerabili (come donne in stato di gravidanza, persone disabili, anziani o minori). Inoltre, all’interno del progetto “CON-Voi”, è stata realizzata un’intesa con una clinica locale per offrire cure mediche gratuite agli anziani italiani in condizioni di indigenza economica e tariffe mediche ridotte per tutti i cittadini italiani. Infine, è stata avviata l’iniziativa “Consolato in ascolto”, per un dialogo con gli utenti che possono così dare giudizi e suggerimenti su come migliorare i servizi ed è stato introdotto un sistema di valutazione online che consente agli utenti di fornire un riscontro in tempo reale sulla qualità dei servizi consolari. Il consolato generale sta ora lavorando a un nuovo progetto: la creazione di una libreria italiana nel centro della terza età della Chiesa Italiana di San Pietro, che alimentata con libri italiani donati dai connazionali, sarà aperta gratuitamente a tutti. Credetemi, non è davvero poco.

Se invece avete voglia di conoscerlo meglio il nostro Console Generale a Londra Domenico Bellantone, di sentirlo parlare del suo lavoro e della sua mission londinese, dei suoi progetti futuri, del valore della comunicazione e del rapporto viscerale tra mondo ella diplomazia e mondo della comunicazione, allora vi consiglio questo contributo filmato.

Perché questo video presenta un’interessante discussione che indaga a fondo temi di leadership e resilienza, esplorando la psicologia dietro il successo. evidenziando come la motivazione sia fondamentale e cruciale per affrontare le sfide del futuro. E lui è tutto questi assieme.

Se fossimo al cinema vi direi “Buona visione”.

“Nuova sala d’attesa del Consolato Generale d’Italia a Londra. Completato l’allestimento della nuova sala d’attesa del Consolato Generale d’Italia a Londra. Un progetto che contribuisce a rendere gli spazi più accoglienti, funzionali e confortevoli per tutti gli utenti. “Another brick in the wall…” Un altro obiettivo raggiunto, un altro passo avanti verso il miglioramento continuo dei servizi e dell’esperienza di accoglienza”.

“London Italy Run!! Bellissimo momento di comunità. La nostra onda azzurra🏃🏻‍♂️‍➡️🏃🏻‍♂️‍➡️🏃🏻‍♂️‍➡️Servizio RAI sulla Italy Run London. Anche quest’anno la Italy Run London organizzata dal Consolato Generale d’Italia a Londra  e dalla Camera di Commercio arriva nella case italiane con il servizio del TG1 RAI. Orgogliosi di quanto abbiamo realizzato! “

Il console generale a Londra ha ricevuto il premio durante la Conferenza annuale sui servizi consolari, organizzata a Londra da Embassy Network con il Foreign Office britannico. “È un traguardo conseguito insieme, che celebriamo insieme e che insieme dedichiamo all’Italia e alla straordinaria comunità italiana che serviamo con dedizione ed entusiasmo”.

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Author: pino nano

Giornalista, Autore televisivo, Inviato Speciale, 35 anni in RAI, dal 2010 al 2019 Caporedatore Centrale Responsabile dell'Agenzia Nazionale della TGR e dal 2001 al 2010 Caporedattore della Sede RAI della Calabria. Ha scritto 12 libri diversi sulla condizione sociale della Calabria e dal 2020 cura per Calabria Live la rubrica dedicata alle storie di eccellenza.

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