
La magia di una notte sull’isola di Mozia
di Pino Nano
E’stata soprattutto una grande festa della RAI. L’isola di Mozia e lo straordinario scenario archeologico della Laguna dello Stagnone iei sera ha ospitato la terza edizione del Premio Internazionale Mozia 2026.
A guidare la caratura scientifica e le relazioni istituzionali dell’evento è stato anche quest’anno Gianni Letta, Presidente del Comitato Scientifico e figura di fondamentale importanza per il Premio. Il Premio Internazionale Mozia nasce per iniziativa della Strada del Vino di Marsala – Terre d’Occidente, de “ Il Vomere” e del Centro Studi Nuova Età e si avvale del supporto della Fondazione Whitaker – Mozia. Il Mantra della manifestazione è questo: “Riconoscere e premiare eccellenze siciliane e nazionali dell’imprenditoria, personalità delle scienze e dell’innovazione, talenti nelle arti e nell’archeologia, campioni nello sport”:
Questo dunque l’obiettivo del Premio Mozia, che si propone contemporaneamente lo scopo di valorizzare lo splendido territorio della Sicilia occidentale e favorire ed accelerare l’inserimento della Civiltà fenicio-punica dell’isola di Mozia e di Lilybeo nella World Heritage List dell’Unesco.
Sull’isola un parterre di ospiti istituzionali di massimo livello, guidato dal Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Al fianco del Ministro, a testimoniare la straordinaria rilevanza politica e gestionale dell’appuntamento, presenti anche Renato Schifani, Presidente della Regione Siciliana; Mariassunta Peci, Direttore Generale Affari Europei e Internazionali del Ministero della Cultura (Mic) e membro della Commissione UNESCO, e Dario Cartabellotta, Dirigente Generale della Regione Siciliana.

L’Albo d’Oro delle edizioni precedenti
Edizione 2024: Sefania Battistini, Rino Barillari, Incoronata Boccia, Paola Saluzzi, Maria Rita Parsi, Rosario Coluccia, Maurizio De Giovanni, Dolce & Gabbana, Padre Ibrahim Faltas, Gianluigi Greco, Paolo Matthiae, Francesco Musumeci, Gerardo Sacco, Marco Stefanini.
Edizione 2025; Bruno Vespa, Laura Chimenti, Card. Fernando Filoni, Marta Serafini, Fabio Calabrò, Federico Palmaroli (“Osho”), Mario Viola, Simona Malaspina, Alessio Boni, Padre Paolo Benanti, Mario Nanni (alla memoria).
Questi invece i magnifici 11 dell’Edizione 2026


“Siamo nel cuore della Laguna dello Stagnone, tra il mare, il vento, la storia e la memoria di una civiltà millenaria che continua ancora oggi a parlare al mondo.Questa sera -esordisce Incoronata Boccia- celebriamo la terza edizione del Premio Internazionale Mozia.Un riconoscimento nato per valorizzare le donne e gli uomini che attraverso il proprio lavoro, il proprio talento e il proprio impegno contribuiscono ogni giorno alla crescita culturale, civile e sociale del nostro Paese.Personalità che rappresentano l’eccellenza italiana nel giornalismo, nella cultura, nella scienza, nell’arte, nella ricerca, nello sport, nella televisione e nelle istituzioni.In una terra straordinaria che guarda al futuro attraverso il percorso di candidatura UNESCO di Mozia e della Laguna dello Stagnone.A tutti loro verrà consegnata la statuetta del Giovinetto di Mozia.Simbolo di identità, di bellezza e di continuità tra passato e futuro. Ma veniamo ai premiati”

Antonio Preziosi
Antonio Preziosi. Giornalista di origini pugliesi, nato a Taranto, laureato in Giurisprudenza presso l’università La Sapienza di Roma, conseguito il master della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia, diventa giornalista professionista dal 1995, e viene assunto proprio qui in Sicilia, alla Rai di Palermo, dove tra i conduttori del telegiornale regionale. Passato a Roma alla redazione politico parlamentare del Giornale Radio, è stato inviato presso la presidenza del Consiglio dei ministri. Direttore del Giornale Radio Rai e di Radio1 dal 2009 al 2014, dal 2015 è stato corrispondente dal Belgio. Dal 2018 al 2023 è stato direttore di Rai Parlamento e nel 2023 è stato nominato direttore del Tg2. Non si contano i libri che ha pubblicato.
Sentiamo la motivazione: “Ad Antonio Preziosi per i 50 anni di vita del TG2 che oggi dirige, a Lui per aver dimostrato che un giornale può anche essere al di sopra delle parti, plurale e libero, coraggioso e innovativo, completo e informato. Soprattutto rispettoso dei diritti della persona”.

Eleonora Daniele
Eleonora Daniele, giornalista padovana, autrice e conduttrice televisiva di grande successo, ora anche scrittrice di un romanzo dedicato a suo fratello e in cui la famosa giornalista italiana racconta il dramma della sua famiglia alle prese con un ragazzo gravemente ammalato. Nonostante questa tragedia di famiglia, Eleonora Daniele continua a condurre con successo tutte le sue trasmissioni che dal 2004 la vedono protagonista di Rai Uno. Dal 2013 è il volto di “Storie Italiane”, programma che racconta il nostro Paese con approfondimenti sui fatti di attualità. Nel frattempo, insieme alle sorelle Elisa e Cosetta ha fondato “l’Associazione Life Inside Onlus” per sostenere le persone affette da autismo e le loro famiglie. Il suo primo libro Storie vere. Tra cronaca e romanzo (Rai Eri, 2015) ha vinto il premio Capalbio.
La sua capacità di comunicare e il suo approccio empatico l’hanno resa in tutti questi anni una figura amatissima dal pubblico italiano, e le storie che ogni giorno porta in televisione sono esempio rarissimo di rigore professionale e di correttezza morale. Una vera signora della televisione italiana.
La motivazione: “Eleganza e glamour, precisione e ricerca delle fonti, fanno del giornalismo di Eleonora Daniele uno dei punti di forza della televisione italiana. Non è solo brava, ma è soprattutto una cronista che vive di passioni forti e che ogni giorno condivide con milioni di italiani”.

Aldo Cazzullo
Aldo Cazzullo è uno dei più noti giornalisti e divulgatori culturali italiani contemporanei. Nato ad Alba nel 1966, lavora da molti anni per il Corriere della Sera, dove si occupa di politica, cultura e grandi temi della società italiana. Nel corso della sua carriera Cazzullo si è distinto per uno stile chiaro e divulgativo, capace di rendere accessibili al grande pubblico eventi storici e questioni civili. Oltre all’attività giornalistica, ha pubblicato numerosi saggi e libri di grande successo dedicati alla storia e all’identità italiana. L’ultimo libro di Aldo Cazzullo è Francesco. Il primo italiano, pubblicato nel 2025 dalla casa editrice HarperCollins. Il saggio racconta la figura di Francesco d’Assisi non solo dal punto di vista religioso, ma anche storico e culturale. Cazzullo presenta il santo come una figura fondamentale per la nascita dell’identità italiana e per la diffusione della lingua e dei valori civili del Paese.
Il premio alla carriera viene conferito ad Aldo Cazzullo per il suo straordinario contributo al giornalismo e alla divulgazione culturale in Italia. Attraverso il suo lavoro al Corriere della Sera e una vasta produzione editoriale, ha saputo raccontare con rigore, chiarezza e passione i grandi temi della storia, dell’identità e della memoria nazionale.
La motivazione: “Straordinario racconto di un Paese. Ad Aldo Cazzullo, per la qualità del suo impegno intellettuale, la sua capacità narrativa e la sua costante dedizione alla diffusione della cultura storica dell’Italia. Non solo un giornalista di grande fascino, ma anche un interprete fedele del Bel Paese”.

Sara Vinci
Donna meravigliosa. Ufficiale della Marina Militare Italiana, Sara Vinci è la comandante della Nave Alpino. Tra le prime donne a capo di una fregata FREMM, unità multiruolo, è entrata in Marina 24 anni fa dopo aver dimostrato di essere uno dei numeri-uno all’Accademia navale di Livorno. La Nave Alpino che lei comanda è la quinta fregata della classe FREMM “Bergamini” della Marina Militare, una unità multiruolo capace di operare in scenari complessi e ad alta intensità grazie alle capacità avanzate, in particolare nella scoperta dei sottomarini nemici. Una eccellenza tutta italiana, che sa di tecnologica avanzatissima, ma anche di equipaggi di altissimo profilo militare.
Oggi le unità FREMM come la sua Nave Alpino sono considerate la spina dorsale della Marina Militare, con la più alta media annua di ore di moto dell’intera squadra navale. Le dieci navi di questa classe operano costantemente nel Mediterraneo allargato e, sempre più spesso, anche in mari lontani come l’Atlantico e l’Indopacifico, sia come unità isolate, sia come piattaforme di comando e controllo per operazioni nazionali e multinazionali. E tutto questo è reso possibile dalla flessibilità intrinseca che ha contribuito a rendere il programma FREMM uno dei più significativi del nostro Paese negli ultimi decenni in tutto il mondo.
La motivazione: “Eleganza e determinazione fanno di lei una donna di Stato. La forza della consapevolezza, il rigore e lo stile della Grande Scuola della Marina Militare Italiana, Sara Vinci di questa scuola che è modello in tutto il mondo è una delle protagoniste assolute e di primissimo piano“.

Barbara Jatta
Direttore dei Musei Vaticani, Barbara Jatta l’8 settembre del 2010 Papa Benedetto XVI la nomina Curatore delle Stampe presso la Biblioteca Apostolica Vaticana. Membro del Bizot Group, Consiglio che riunisce i Direttori dei Principali Musei del Mondo è membro dell’International Advisory Board del Museo dell’Ermitage e nel 2020 è stata insignita da Sua Altezza il Re di Svezia dell’Ordine della Stella Polare.
Mamma di tre bambini, Marco, Fabiola e Giorgio il 1° gennaio 2017, Papa Francesco la chiama a guidare le collezioni pontificie. Membro del Consiglio Scientifico del Museo del Louvre, nel 2019 viene insignita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia. Titolare del corso di Storia delle tecniche e delle arti grafiche presso la facoltà di Lettere dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dal 2014 è anche membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Pagliara. Dal 1996 al 2016 è stata Responsabile del Gabinetto delle Stampe della Biblioteca Apostolica Vaticana.
Laureata in Lettere con una tesi in Storia del disegno, dell’incisione e della grafica presso l’Università “La Sapienza” di Roma, si specializza al corso triennale in Storia dell’Arte nel 1991 e intraprende diversi tirocini di specializzazione in Inghilterra, Portogallo e Stati Uniti.
La motivazione: “L’arte che non tramonta mai. La capacità di gestire milioni di appassionati che ogni anno visitano i musei vaticani. Ecco, Barbara Jatta è la storia dell’arte oltre Tevere, l’arte dei Papi, l’arte della Grande Chiesa Cattolica nel mondo”.

Cardinale Mario Zenari
Il Cardinale Mario Zenari, Nunzio Apostolico in Siria, è nato il 5 gennaio 1946 a Rosegaferro di Villafranca, nella diocesi di Verona. Ordinato sacerdote il 5 luglio 1970, nel 1976 viene inviato a Roma per la formazione diplomatica alla Pontificia accademia ecclesiastica. Nel 1980 il suo primo incarico diplomatico presso la rappresentanza pontificia in Senegal. L’anno successivo viene trasferito in Liberia, poi nel 19 lascia l’Africa alla volta della Colombia.
Tre anni dopo torna in Europa. Inviato a Vienna ricopre gli incarichi di rappresentante permanente della Santa Sede presso l’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) e presso l’Organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa (Osce), e di osservatore permanente presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (Onudi) e presso l’Ufficio delle Nazioni Unite e istituzioni specializzate nella capitale austriaca. Nunzio apostolico in Costa d’Avorio, in Niger, in Burkina Faso, in Sri Lanka, dove è rimasto fino al 30 dicembre 2008, quando Benedetto XVI lo ha poi trasferito in Siria.
La motivazione: “Quando la Chiesa è in prima fila sui fronti più caldi del mondo. Quando la Chiesa predica la pace e condanna ogni forma di guerra, quando gli uomini dei paesi devastati dalla violenza cercano speranza. Eccola allora la Chiesa della denuncia e del coraggio. Fatta di meravigliosi testimoni come Mario Zenari”.

Annalena Benini
Annalena Benini, ferarese di nascita, giornalista e scrittrice italiana di grande fascino. Collaboratrice dal 2001 del quotidiano Il foglio, del quale dirige la rivista mensile Review, autrice e conduttrice televisiva per la Rai (Romanzo italiano, 2019-20; Pietre d’inciampo, 2020-21), ha pubblicato un romanzo, ”Annalena”, che ha appassionato la grande critica italiana. Firma prestigiosa di un volume dedicato a “I racconti delle donne” (2019), nel 2023 viene nominata direttrice del Salone internazionale del libro di Torino per il triennio 2024-26, subentrando all’indimenticabile Nicola Lagioia. Nel 2018 è uscito per Rizzoli “La scrittura o la vita. Dieci incontri dentro la letteratura”, un libro di interviste a dieci scrittori contemporanei italiani, tra cui figurano Sandro Veronesi, Melania Mazzucco, Michele Mari, Patrizia Cavalli, Domenico Starnone e Valeria Parrella. A ciascuno di questi autori Annalena Benini rivolgeva una domanda fondamentale: “perché si scrive?”, esplorando quel territorio insidioso tra la letteratura e la vita. Assolutamente affascinante.
La motivazione: “La magia della lettura, la forza dei libri, i libri che non vanno mai lasciati soli, la passione per la letteratura. Tutto questo fa di Annalena Benini la forza dirompente del Salone del Libro di Torino”.

Marco Morricone
Marco Morricone, è il primo dei quattro figli del grandissimo musicista Ennio Moricone. Nato a Roma nel 1957, completati gli studi classici, dopo Giurisprudenza alla Sapienza, ha lavorato per trent’anni alla Società Italiana Autori ed Editori e, a partire dagli anni Novanta, ha seguito l’attività concertistica di suo padre Ennio, accompagnandolo in tutto il mondo. Dal 2017 si occupa di iniziative legate al terzo settore. Oggi è il presidente di Armonica, una Onlus fondata nel 2017 assieme alla moglie Monica e all’amico fraterno Arnoldo Mosca Mondadori. Una organizzazione senza scopo di lucro che si dedica allo sviluppo, alla promozione e al sostegno di attività di ricerca sui benefici dell’arte e in particolare della musica, in presenza di particolari patologie fisiche.
La motivazione: “Nel ricordo dell’indimenticabile maestro Ennio Moricone, nel ricordo della sua musica immortale e della sua straordinaria forza espressiva. A Marco Morricone per la grazia e la delicatezza con cui in ogni parte del mondo continua ancora raccontare suo padre”.

Domenica Lorusso
Una vera signora della ricerca oncologica. Domenica Lorusso è Professore Ordinario presso Humanitas University e responsabile della Ginecologia Oncologica di Humanitas San Pio X. È cresciuta professionalmente tra l’Istituto Nazionale dei Tumori e ilPoliclinico Gemelli di Roma, dove ha ricoperto ruoli di responsabilità sempre maggiore, sia in ambito clinico sia di Ricerca, diventando nel tempo un punto di riferimento nazionale e internazionale per il trattamento delle neoplasie ginecologiche. Attivamente impegnata nello sviluppo di strategie di trattamento innovative nei tumori ginecologici, ha gestito come principale investigator, la figura che è responsabile delle attività di sperimentazione concordate, oltre 200 studi di ricercache tradotto in parole povere vuol dire che siamo al top della ricerca scientifica internazionale.
La motivazione: “La lotta contro il cancro è ancora lunga, ma ci sono migliaia di donne e di uomini che ogni giorno nel mondo fanno ricerca sul campo alimentando nuove certezze e nuove speranze. Domenica Lorusso è uno di questi moderni eroi della scienza”.

Arianna Fontana
Arianna Fontana è nata il 14 aprile 1990 a Sondrio, in Lombardia. Fin da giovanissima si è distinta nel short track, la disciplina del pattinaggio di velocità su pista corta, caratterizzata da gare rapide, contatti fisici e altissima tensione competitiva. Potente e tecnicamente impeccabile, Arianna Fontana è conosciuta per la sua carica esplosiva in pista, e per la capacità di gestire una mentalità vincente che l’ha portata ai massimi livelli mondiali. Non si può non parlare di Arianna Fontana se non partendo da quanto abbia dato, alla sesta partecipazione olimpica e con 14 medaglie all’attivo è stata una dei portabandiera dell’Italia ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Lei è l’atleta italiana oggi più medagliata di sempre alle Olimpiadi: a Milano Cortina -va ricordato- è stata protagonista a vent’anni di distanza da Torino 2006. Grazie a questi suoi risultati, Arianna Fontana è diventata una leggenda del short track mondiale, oltre che un simbolo dello sport italiano.
La motivazione: “Quando lo sport è vita, quando lo sport è determinazione, quando lo sport è tenacia, quando lo sport è successo. Ad Arianna Fontana per aver dimostrato che su una pista da sci nulla per lei è umanamente impossibile, e che ogni traguardo, anche il più difficile, è invece a portata di mano”.

Claudio Gioè
Claudio Gioè nasce a Palermo il 27 gennaio del 1975. Dopo il Liceo classico si trasferisce a Roma per studiare all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e il suo esordio sul grande schermo è datato 1998, nel film “The Protagonists” diretto da Luca Guadagnino. Da allora, ha interpretato ruoli di rilievo in film di grande successo come “I cento passi” (2000) e “La meglio gioventù” (2003), dimostrando una straordinaria versatilità e un talento davvero raro. In televisione, Claudio Gioè ha conquistato il pubblico italiano con ruoli memorabili, in serie e miniserie di grande successo. Ha interpretato personaggi iconici come il boss mafioso Totò Riina in “Il capo dei capi” (2007) e il vice questore Ivan Di Meo in “Squadra antimafia – Palermo oggi” (2009-2010).
La sua presenza sullo schermo è sempre stata intensa e magnetica, cosa che fa di lui oggi uno degli attori protagonisti di grande carisma televisivo. Claudio Gioè continua a stupire il pubblico con le sue interpretazioni impeccabili, come dimostrato dalla sua ultima partecipazione alla nuova stagione della fiction Màkari, basata sui romanzi di Gaetano Savatteri e girati interamente su questa splendida isola che è la Sicilia.
La motivazione: “Il grande cinema italiano nel mondo. Claudio Gioè non è solo un testimone eccellente della terra di Sicilia di questi anni, ma attraverso i suoi film e le sue scorribande televisive ne è anche il narratore più fedele e più autentico, soprattutto quando in ballo è la difesa ella legalità”.

ROSA RUBINO LOMBARDO
Ed ora una pagina speciale. L’ultimo Premio riservato ad un giornale siciliano, IL VOMERE, è il giornale periodico più antico di Sicilia e la sua direttrice è Rosa Rubino. La Giuria del Premio Mozia ha voluto riservare a Rosa Rubino, e a suo fratello Alfredo che è sempre stato la sua ombra fedele, questo premio nel ricordo anche dei primi 80 anni della nascita della Repubblica, ricorderete: le donne per la prima volta vanno a votare. Un Premio dunque dedicato al mondo del giornalismo taliano, e alle donne che di questo mondo sono oggi parte integrante e protagoniste.
La testata, lo ricordiamo qui per chi non lo sapesse, “Il Vomere” è stata fondata il 12 luglio del 1896 a Marsala dal Prof. Vito Rubino, il nonno di Rosa e Alfredo Rubino, e fra i primi abbonati del giornale figura il re Vittorio Emanuele III. Oggi a dirigere il giornale c’è appunto lei, una donna di grande carattere e carisma, che ne ha fatto un giornale moderno e al passo con i tempi.
La prima sede del giornale si trovava in via Garibaldi n. 15, nel cuore del centro storico della città. Successivamente la redazione si trasferì all’interno di ‘Palazzo VII Aprile’, l’edificio del XVI secolo inizialmente denominato la ‘Loggia’ – oggi luogo delle sedute del Consiglio comunale – che il 7 aprile del 1860, pochi giorni prima dello sbarco dei Mille, vide l’insurrezione del popolo contro il sovrano delle Due Sicilie.
La motivazione: “Premio Mozia 2026 al giornale più antico di Sicilia, Il Vomere, per aver segnato la storia di questo territorio e per aver raccontato ininterrottamente 130 anni di vita siciliana. Alla donna che lo guida, Rosa Rubino, e a suo fratello Alfredo erede di una storica dinastia di editori siciliani”.
